Sòno, quando il suono diventa essere

Sòno, quando il suono diventa essere

"Sòno" è la raccolta di poesie haiku di Bruno Bergonzi, pubblicata da La Vita Felice nel 2026 in edizione bilingue italiano-giapponese, con introduzione di Franco Sarra e traduzione di S. Furukawa. Il titolo gioca sul doppio senso tra "suono" e "sono", riflettendo il percorso dell'autore, musicista e praticante zen, che nei suoi versi brevi unisce ritmo musicale e ricerca dell'essere. È il quarto libro di poesia di Bergonzi, dopo Assenza Presenza (2006), Per niente al mondo (2010) e Maggio (2017).

Sòno, il libro di poesie haiku di Bruno Bergonzi: quando il suono si fa silenzio
C’è un gioco di parole già nel titolo. Racchiude tutto il senso di questo libro: “suono”, come esperienza del fare musica, e “sono”, come atto dell’essere.
Sòno è la nuova raccolta di poesie ispirate alla tradizione dell’haiku giapponese, firmata da Bruno Bergonzi. Nasce esattamente in quello spazio sospeso tra le due parole.
Un musicista che depone lo strumento e si mette in ascolto del proprio essere. Poi lo trasforma in versi brevi ed essenziali.

Un musicista in ascolto del silenzio

Bergonzi non è un nome nuovo nel panorama musicale italiano. Autore, compositore e musicista di studio, ha accompagnato per decenni alcuni dei protagonisti della canzone italiana: da Mina ad Adriano Celentano, da Eros Ramazzotti a Gianna Nannini, fino a Franco Battiato e Roberto Vecchioni.
Con il musicista inglese Mike Logan ha dato vita al duo Dhuo, salito sul palco del Festival di Sanremo nel 1984. L’album fu distribuito in Italia, Germania, Francia, Stati Uniti e Giappone.

È proprio il Giappone ad aver segnato in profondità il percorso artistico e umano di Bergonzi. Insieme alla pratica dello Zen della scuola Sōtō. È studioso di cultura orientale e membro della Dai Nippon Butoku Kai, la storica società giapponese dedicata alle arti marziali tradizionali.
Sòno è il quarto libro dell’autore. Raccoglie i frutti di questa lunga frequentazione con l’estetica e la spiritualità giapponesi, traducendola nella forma breve e folgorante dell’haiku.
Il volume è pubblicato da La Vita Felice, con introduzione di Franco Sarra e testo giapponese a cura di Sumiko Furukawa. Restituisce ai versi di Bergonzi un respiro doppio, italiano e nipponico.
Come a confermare che certe intuizioni non hanno davvero bisogno di traduzione:
Sòno: attraverso del lago le illusioni, con disincantata benevolenza, come recita la frase in quarta di copertina.

Poeti come musicisti del cuore

Ad aprire idealmente il libro è un pensiero di Fabrizio De André, evocato per definire la natura stessa del fare poesia. I poeti, in fondo, non sarebbero che musicisti. Capaci di suonare le melodie che nascono dal cuore, servendosi di strumenti diversi da quelli convenzionali.
Capaci di cogliere nelle cose un significato che sfugge ai più. E di trasformarlo in parola: alchimisti dell’anima, prima ancora che autori.
È in questa chiave che vanno letti gli haiku di Bergonzi. Non semplici esercizi di stile su un modello orientale, ma frammenti di ascolto interiore. L’esperienza della musica — fatta di pause, intervalli, silenzi tanto quanto di note — diventa la grammatica naturale per dire l’essere.

Perché leggere poesia, oggi

Il libro pone, nelle sue pagine introduttive, una domanda che è anche una sfida culturale. Ha ancora senso pubblicare poesia in un’epoca satura di parole?
Un’epoca dove tutto è detto e nulla, paradossalmente, viene davvero ascoltato?
È proprio in questa “società del troppo” — del rumore, della velocità, dell’eccesso — che la poesia sembra riconquistare il proprio spazio. Come una delle ultime forme di libertà interiore rimaste a disposizione. Un luogo di verità e di lentezza.
Scrivere versi, allora, non è un gesto nostalgico.
È un atto di resistenza silenziosa, quello che Eugenio Montale definì un “lusso indispensabile”.

Mentre tutto ci spinge verso l’esterno, la poesia indica la via opposta, verso l’interno. Mentre tutto produce rumore, essa coltiva il silenzio. Ed è in quel silenzio, come accade in un haiku, che può accendersi per un istante la verità.
Sòno si rivolge così a chi desidera restare umano in un tempo che troppo spesso disumanizza.
Una poesia che non risponde ai bisogni materiali, ma a quelli interiori.
Che non produce oggetti, ma significati. Che, più che offrire risposte, sa restituire la giusta dignità alle domande.

Bruno Bergonzi, Sòno. Poesie haiku, introduzione di Franco Sarra, testo giapponese di Sumiko Furukawa, Agape, € 12,00. Disponibile su Amazon.

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