
Gli iMUSiQUANTi, quando una prova diventa concerto
A Lecco, la prova che diventa concerto
Doveva essere una prova tecnica, con qualche amico e parente invitato senza troppe aspettative. Gli iMUSiQUANTi avevano scelto il Laboratorio Musicale di via Viganella come palco informale per un pomeriggio di rodaggio. Il pubblico, però, non aveva letto le istruzioni: sala piena, mani che si battevano, bis richiesti a gran voce. La musica, quando viene da un posto onesto, non ha bisogno di un grande palco per arrivare lontano.
TECARTISTI.COM – LECCO. A fine week end, in una sala musicale di Lecco, qualcuno si aspettava una prova.
Gli iMUSiQUANTi avevano convocato amici e parenti per un appuntamento tecnico, niente di più.
Il genere di cosa che, nella mente di chi suona, significa: venite pure, ma non aspettatevi niente di speciale.
Il pubblico, però, non aveva letto le istruzioni.
Alle 18.00, nel Laboratorio Musicale dell’Associazione culturale lecchese di via Viganella – che ha messo generosamente a disposizione il proprio spazio – la sala era già in fermento.
Entro le 18.15, con una puntualità che farebbe invidia a certi uffici pubblici, parenti, fan, amici, conoscenti e manager avevano occupato ogni centimetro disponibile.
Si battevano le mani. Si sorrideva.
C’era quella partecipazione calda e spontanea che certi momenti sanno creare da soli, senza bisogno di essere organizzati.
Il merito è loro, naturalmente.
Davide Cusimano, chitarrista, cantante e uno dei saggi della band, sostiene il progetto con la serietà di chi sa esattamente quello che fa.
Ronald Moreno alla chitarra solista riesce nell’impresa non banale di evocare certi tocchi hendrixiani e di Frusciante – senza sembrare un tributo – è un chitarrista che ha tanto da dire, con una voce propria.
Stefano Piazza al basso costruisce un muro ritmico solido e rassicurante, il tipo di fondamenta su cui una band può permettersi di osare.
Alessandro Casati alla batteria porta energia giovane e precisa, quella che contagia il pubblico prima ancora che se ne accorga.
E poi c’è Flavio Sturdà, alla voce.
Uno che si presenta come uno dei tanti cantanti, ma che in realtà è qualcosa di più raro: un cantastorie con il senso del tempo reale e musicale.
I suoi testi parlano di Sinner, del Papa in BMW, dei genitori che hanno ceduto agli schermi il compito di amare giocando con i propri figli.
Temi scomodi, trattati con una leggerezza che non è superficialità ma mestiere.
Chi ascolta sorride – e poi ci pensa su.
Ciò che rende gli iMUSiQUANTi singolari è anche la loro composizione anagrafica: cinque musicisti che hanno dai 20 ai 60 anni.
Una band che è già, di per sé, un incontro tra generazioni – e che proprio per questo riesce a parlare a tutti senza escludere nessuno.
Hanno un logo con un asinello e un nome volutamente buffo.
Non si prendono sul serio. Ma fanno sul serio.
Sabato pomeriggio lo hanno dimostrato ancora una volta. Quello che doveva essere una prova si è trasformato in qualcosa di difficile da definire e facile da ricordare.
La musica, quando viene da un posto onesto, non ha bisogno di un palco grande per arrivare lontano.
Il pubblico che, divertito e appassionato, ha seguito lo spettacolo musicale ha faticato a svuotare la sala come se si attendessero che i musicisti accogliessero la corale richiesta dei bis.
Ma l’orario non ha concesso deroghe!

