L’arte che fa rinascere i libri dimenticati

L’arte che fa rinascere i libri dimenticati

Quando un libro antico diventa una scultura da toccare, vedere e sentire

Sara D’Onofrio, artista della provincia di Milano, trasforma libri antichi in sculture tridimensionali piegando ogni pagina con maestria. Le sue opere, poetiche e silenziose, danno nuova vita ai volumi dismessi, raccontando storie senza parole attraverso forme simboliche. In un’epoca veloce, la sua è un’arte meditativa che invita alla lentezza e alla contemplazione.

TECARTISTI.COM –  In un mondo sempre più digitale, c’è chi sceglie di ridare vita al passato attraverso un’arte silenziosa, meticolosa e poetica: la scultura su libro.
Tra questi artisti, spicca la figura di Sara D’Onofrio un’artista della provincia di Milano che ha fatto della piegatura delle pagine la sua firma distintiva.
Le sue opere nascono da libri antichi destinati all’oblio, che vengono trasformati in sculture tridimensionali in grado di raccontare nuove storie, fatte di parole invisibili e forme visibili.

Una nuova vita per i libri dimenticati

Sara recupera infatti volumi dismessi da biblioteche, mercatini e collezioni private.
Un libro abbandonato non perde il suo valore, ma cambia la sua voce”, racconta.
Attraverso centinaia di precise piegature, ogni pagina viene modellata per dar forma a nomi, immagini, animali, cuori, alberi e simboli, che emergono dalla carta come bassorilievi.

Il processo richiede una precisione quasi matematica: ogni lettera, ogni figura è preceduta da ore di progettazione e calcoli, durante i quali Sara disegna digitalmente il modello da seguire.
Poi, pagina dopo pagina, il libro si trasforma in una scultura.
Nessuna pagina viene tagliata o incollata.
Tutto è piegato, come in un sofisticato origami narrativo.
In bilico tra fragilità e potenza, invitano a ripensare l’essenza stessa del libro: non più semplice contenitore di testo, ma corpo vivo, tridimensionale, capace di farsi spazio nel mondo reale.

Un dialogo tra passato e presente

Ciò che rende uniche le opere di Sara non è solo la loro estetica, ma il significato che portano con sé.
Quando creo un nome all’interno di un vecchio dizionario o un’immagine di amore, è come se stessi creando un ponte tra chi ha scritto quelle pagine e chi le guarda oggi, spiega.
Anche la copertina è personalizzabile a seconda delle esigenze: si può aggiungere un’immagine, decidere un titolo ad hoc o una frase significativa.

Le sue sculture sono spesso commissionate come regali particolari dedicati a persone o ricorrenze speciali: nomi per i compleanni, simboli per le nascite, date di nozze, loghi aziendali per inaugurazioni e quanto altro suggeriscono il cuore e la fantasia.
Altre volte sono richieste come originali bomboniere.
Oppure diventano opere esposte in gallerie, biblioteche o eventi letterari, dove il pubblico si ferma a osservare stupito la complessità e la delicatezza del lavoro.
Un’arte lenta in un tempo veloce

In un’epoca dominata dalla velocità, l’arte di Sara è un inno alla lentezza.
Ogni piega richiede attenzione, pazienza, cura.
Non esiste margine di errore: una sola pagina sbagliata può compromettere l’intera scultura.
È come meditare con le mani”, confida l’artista, “ogni opera è anche un viaggio interiore”.
E il libro non è più solo un contenitore di storie, ma è esso stesso una storia da osservare, maneggiare, decifrare.
Il messaggio è chiaro: anche ciò che sembra superato può rinascere, se guardato con occhi nuovi, quelli dell’anima. Storie senza parole che continuano a parlare.
(Sara D’Onofrio si può contattare su Instagram come Koob art o al 3515611152)

TAGS